3 luglio 2026

Pagamenti e POS per associazioni e enti no profit

Pagamenti per associazioni e enti no profit

Accettare donazioni e pagamenti digitali non è più un'opzione riservata alle grandi organizzazioni. Anche una piccola associazione di volontariato, una parrocchia o un ente culturale può, e in molti casi deve, dotarsi di strumenti di pagamento moderni, tracciabili e conformi alla normativa. 

Il digitale, in questo senso, non è solo una comodità: è un modo concreto per aumentare le donazioni, semplificare la rendicontazione e guadagnare fiducia agli occhi di soci e donatori.

La normativa sui pagamenti per associazioni ed enti no profit

Il quadro normativo che regola i pagamenti delle organizzazioni no profit in Italia è articolato ma coerente. Ecco i riferimenti principali.

Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017)

È la legge di riferimento per tutte le organizzazioni no profit italiane. Definisce le categorie di enti, Associazioni di Promozione Sociale (APS), Organizzazioni di Volontariato (ODV), Enti del Terzo Settore (ETS), imprese sociali, e stabilisce gli obblighi di trasparenza, rendicontazione e gestione finanziaria. 

Gli enti iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) godono di agevolazioni fiscali specifiche, ma devono rispettare precisi requisiti nella gestione delle entrate.

Obbligo di tracciabilità dei pagamenti

Il D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio impone l'uso di strumenti tracciabili per i pagamenti superiori a 1.000€. Per le associazioni e gli enti no profit questo significa che incassi e pagamenti rilevanti, donazioni, quote associative, corrispettivi per servizi, devono transitare attraverso strumenti bancari o di pagamento elettronico, non in contanti. 

Quote associative e corrispettivi specifici

Le quote associative versate dai soci non sono considerate reddito imponibile per l'ente, a condizione che siano conformi allo statuto e gestite in modo trasparente. I corrispettivi per attività specifiche (corsi, eventi, prestazioni) seguono invece un regime fiscale diverso e devono essere documentati con ricevute o scontrini fiscali, a seconda dei casi. 

Dotarsi di un POS o di un sistema di pagamento digitale semplifica enormemente questa tracciabilità.

Raccolta fondi e pagoPA

Gli enti no profit che raccolgono fondi online per conto di beneficiari pubblici o che gestiscono pagamenti verso la Pubblica Amministrazione devono essere compatibili con il sistema pagoPA, la piattaforma nazionale per i pagamenti alla PA. Molte soluzioni di pagamento digitale per il Terzo Settore sono già integrate con pagoPA.

Il POS per le associazioni no profit

Il POS, recentemente oggetto di ulteriore regolamentazione, è lo strumento che permette di accettare pagamenti elettronici con carte di credito, debito e prepagate, oltre che con wallet digitali come Apple Pay e Google Pay o Samsung Pay. 

Per un'associazione o un ente no profit, avere un POS significa poter ricevere quote associative, donazioni e corrispettivi in modo immediato, sicuro e tracciabile.

Perché un'associazione dovrebbe avere un POS?

I motivi sono sia pratici che strategici: 

  • elimina la gestione del contante 

  • semplifica la rendicontazione

  • la possibilità di pagare con carta aumenta il valore medio delle donazioni e riduce le rinunce per mancanza di contanti.

Inoltre, con la crescente diffusione dei pagamenti contactless, molte persone non portano più contanti con sé. Un'associazione senza POS rischia semplicemente di perdere donazioni e incassi.

Come richiedere il POS per un'associazione no profit

Il processo è più semplice di quanto si possa pensare. Ecco i passaggi fondamentali.

Passo 1: verifica i requisiti dell'ente  

Prima di richiedere un POS, assicurati che l'associazione abbia un codice fiscale (indispensabile) e, se applicabile, la partita IVA. Gli enti iscritti al RUNTS hanno spesso accesso a condizioni dedicate.

Passo 2: scegli il tipo di POS più adatto  

Fisso, mobile o virtuale? La scelta dipende da come e dove l'associazione opera. Se ha una sede e riceve pagamenti in loco, un POS fisso è la soluzione più efficiente. Se l’associazione lavora sul campo o in eventi, il mobile è la scelta naturale. Se si vuole raccogliere donazioni e quote online, occorre  anche il virtuale.

Passo 3: confronta le offerte  

Non tutte le soluzioni di pagamento offrono le stesse condizioni per il Terzo Settore. Confronta i costi delle commissioni, i canoni, i circuiti accettati (Visa, Mastercard, Maestro, PagoBancomat) e le funzionalità aggiuntive come la reportistica e l'integrazione con i software di gestione.

Passo 4: presenta la documentazione  

Per attivare un POS, il provider richiede solitamente: documento d'identità del rappresentante legale, codice fiscale dell'ente, statuto associativo, eventuale iscrizione al RUNTS e coordinate bancarie dell'ente. Per le associazioni più strutturate, potrebbe essere richiesto anche l'ultimo bilancio.

Passo 5: attivazione e configurazione  

Una volta approvata la richiesta, il terminale viene spedito o attivato digitalmente in pochi giorni. La configurazione è guidata e non richiede competenze tecniche particolari.

Nexi Dona Italia è la soluzione di Nexi pensata specificamente per le organizzazioni no profit italiane. Permette di accettare donazioni online e in presenza, con strumenti di pagamento integrati e reportistica dedicata. È compatibile con i principali circuiti internazionali e progettata per semplificare la gestione dei flussi finanziari tipici del Terzo Settore, dalle quote associative alle campagne di raccolta fondi, fino ai pagamenti ricorrenti.

FAQ: domande frequenti sui pagamenti per associazioni e enti no profit

Un'associazione di volontariato è obbligata ad avere il POS?

Non esiste un obbligo generalizzato di dotarsi di POS per le associazioni no profit, ma la normativa antiriciclaggio impone la tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro. In pratica, per qualsiasi incasso rilevante, donazioni, quote, corrispettivi, uno strumento di pagamento elettronico è necessario.

Le donazioni ricevute tramite POS sono detraibili per il donatore?

Sì, a condizione che l'ente ricevente sia iscritto al RUNTS o rientri nelle categorie previste dalla normativa fiscale (APS, ODV, ETS). Il donatore deve conservare la ricevuta del pagamento e l'attestazione rilasciata dall'ente. Il metodo di pagamento, carta, bonifico, wallet, non influisce sulla detraibilità: conta la natura dell'ente e la corretta documentazione della donazione.

Quali circuiti di pagamento dovrebbe accettare un'associazione?

Visa, Mastercard e PagoBancomat coprono la grande maggioranza delle carte in circolazione in Italia. È consigliabile aggiungere anche i wallet digitali (Apple Pay, Google Pay e Samsung Pay) ormai molto diffusi, soprattutto tra i donatori più giovani. Per la raccolta fondi online, è utile valutare anche PayPal, che rimane uno degli strumenti preferiti per le donazioni digitali spontanee.

Posso usare il POS anche per le quote associative annuali?

Sì, e anzi è uno degli usi più comodi. Molti sistemi di pagamento permettono di impostare pagamenti ricorrenti o di generare link di pagamento personalizzati da inviare ai soci, semplificando enormemente la riscossione delle quote annuali senza doversi incontrare fisicamente o gestire bonifici manuali.

Scopri i POS

Scopri i POS Nexi